domenica 26 febbraio 2017

Gli Amici della Bicicletta del senese, vacanza a Millegrobbe


Terremoto a Siena, epicentro le Colline Metallifere

Notte agitata in gran parte del territorio senese per una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 registrata alle 3.35 di oggi, 25 febbraio, ad una profondità di 6,7 chilometri con epicentro individuato esattamente tra Montieri e Chiusdino, a poco più di 20 km da Siena. Il sisma è stato percepito nettamente nell’area epicentrale con tremori e boati durati pochi attimi. Tremori molto lievi ad oltre 15/20 km dall’epicentro. Qualche segnalazione giunta anche da Siena e Sovicille.
Naturalmente non ci sono danni a cose o persone.
Nei giorni scorsi si era registrata un'altra scossa di terremoto, di 2.3 di magnitudo, con epicentro nella zona di Buonconvento

Presentazione dei 'Racconti Pientini' (foto F. Martini)


sabato 25 febbraio 2017

Recensione del libro.

‘Racconti Pientini’  di  Gilberto Ravagni




Il Prof. Gilberto Ravagni, ovvero la  memoria storica pientina di questo tempo, il testimone vivente del Novecento, che meglio di ogni altro ha cercato di interpretare un secolo complesso e ricco di avvenimenti  nella nostra  Comunità, ha compiuto un  piccolo miracolo di letteratura memorialistica. Ha scelto il profilo popolare, ha privilegiato il registro del lessico familiare, è partito da storie quotidiane e dalla rievocazione di personaggi, che molti di noi spesso non hanno mai conosciuto, ma che hanno popolato  i nostri sogni e le nostre veglie lontane.  Il suo sforzo narrativo parte dal punto più lontano della storia della Comunità e finisce per giungere molto vicino a noi, soprattutto alla nostra comune tradizione narrativa, fatta di aneddoti, di atmosfere, di personaggi che non saranno mai dimenticati, perché sono divenuti con la loro caratteristica personalità, le icone del nostro passato  e ora anche del nostro presente.
Il libro oggi presentato ha prima di tutto questa caratteristica e mira esplicitamente ad un obiettivo chiaro e riuscito: la ricostruzione di atmosfere.  Credo che da un punto di vista narrativo, questa operazione sia la più difficile ma, come dimostrato, non lo è affatto  quando a raccontare è colui che a queste atmosfere è sopravvissuto senza mai  cancellarle dai suoi ricordi.  Il Prof. Gilberto Ravagni  riesce pienamente nell’intento di raccontare, restando fedele al suo  naturalistico ritmo narrativo. Lavorando sulla memoria della Comunità  perviene con la sua narrazione ad un risultato gradevolissimo, capace di accompagnarci con studiata lentezza e  perfetta straniazione alla scoperta di fatti e personaggi che tornano a vivere in un tempo sapientemente rievocato.
I personaggi tornano alla ribalta di questa letteratura della memoria con l’incedere di una narrazione che si fa  testimone del passato e della sua ricostruzione. Ne risulta un lungo racconto animato da  storie,  aneddoti, mitologie pientine e paesaggi lontani : un melting-pot  narrativo che  riesce a riportare chi legge o chi ascolta ad una realtà vissuta,  palpitante e  rievocativa.  Uomini,  animali e cose  sono parte inscindibile di un paesaggio  umanizzato,  elementi di una  semplicità antica. Una realtà per molti di noi sconosciuta, fatta di abitudini parche, di gestualità misurata, di  eloquenza proverbiale. Tutto ciò a conferma del fatto che, nel tempo in cui la maggior parte delle persone si esprimeva poco con la scrittura , sapeva invece usare la forza corrosiva e la potenza immaginaria della parola, con consumata abilità.
Un’ attenzione particolare non si può non dedicare alla lingua, ovvero al lessico pientino, che in questo libro di racconti costituisce a mio avviso l’elemento centrale dell’opera, capace di unificare  tutto ciò che solo apparentemente appare suddiviso in episodi e personaggi  diversi, ma che in realtà è parte di uno stesso  universo. Pagina dopo pagina i racconti si legano l’uno all’altro in una sapiente catena narrativa,  si susseguono in una lingua che, anche laddove appare  inevitabile l’introduzione o la giustificazione storica, finisce  per amalgamarsi con la voce dei personaggi in un ‘unicum’ lessicale:  autentica letteratura vernacolare. La ricchezza lessicale è quel lascito importante che una generazione trasmette ad un'altra e consente  ad un contesto comunitario di non perdere mai la sua identità e il suo spirito di appartenenza. In questo senso il Prof. Gilberto Ravagni ha potuto mettere a frutto la sua lunga esperienza di  conoscitore di questa lingua,  frutto della  frequentazione delle crete e dei poderi nell’età mezzadrile, della sua esperienza nella scuola,  e di frequentatore del paesaggio agrario pientino.

Dalla lettura dei ‘Racconti pientini’ emerge  anche un ultimo aspetto interessante che tocca la nostra comunità,  in un’epoca  della quale molti di noi conservano un chiaro ricordo : la gestualità dell’era preconsumista, l’umana gestualità del ‘tempo delle lucciole’ di cui si è perduta memoria, o meglio degli anni che hanno preceduto il boom economico.  Le persone di quell’epoca, fossero esse stesse di origini umili o borghesi, avevano in comune un elemento caratteristico del loro incedere, del loro passare il tempo, del loro modo di lavorare, caratterizzato dalla ‘lentezza’ e dalla semplicità del gesto. Non è facile oggi spiegare che cosa intendere per gestualità lenta, ma si potrebbe ricordare con commozione  che ogni semplice gesto del quotidiano, dal modo di mangiare o  di riposarsi o di vangare o di scrivere, veniva compiuto con studiata lentezza.   Atteggiamenti di corpi e menti che non erano   ancora stati  condizionati  dalla frenesia della contemporaneità. Non ancora bombardati  delle informazioni o dalle sollecitazioni della tecnologia,  non ancora travolti dal ritmo  della civiltà post-industriale, si esprimevano con la naturale e poetica lentezza della parola e del gesto,  con cui rivelavano la loro schietta umanità.
Un affettuoso complimento e un applauso sincero merita dunque il lavoro di recupero della memoria del Prof. Gilberto Ravagni, che con un così sentito impegno civile,  ha restituito un autentico patrimonio linguistico e culturale alla nostra Comunità.

Fabio Pellegrini

Festa della Toscana per Mario Luzi


PIENZA; l'addio alla srl Valdorcia dal parte del Comune di Pienza

Una storia infinita, ora finita.... Il Comune di Pienza, sembra che uscirà dalla srl Valdorcia, orientata a fondersi con altre società che daranno vita a Monteriggioni ad una nuova mega-realtà.  Le proposte del Comune di Pienza si dice che non siano state accettate, ovvero, far pagare i debiti a chi li  aveva contratti. I particolari saranno eventualmente conosciuti in consiglio comunale.

Mps e Cinque stelle


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Movimento Siena 5 Stelle: ''Il PD la smetta di fare melina sulla Fondazione MPS''

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movimentosiena5stelle2016_300"Questa Fondazione, come denunciamo da tempo, e come ora sembrano denunciare da più parti, è ormai totalmente avulsa dal territorio di riferimento e lo stesso PD più volte è stato costretto a prenderne atto, rinunciando però, nelle sedi opportune, ad approvare o appoggiare concreti impegni per chiederne un necessario e completo cambiamento". Così l'inizio di un comunicato del Movimento Siena 5 Stelle.

"Con le ultime assurde modifiche statutarie - prosegue il Movimento - la Fondazione ha cercato di blindare sé stessa all’interno del castello dorato di Palazzo Sansedoni, addirittura assegnando sempre più poteri di nomina all’esterno del territorio di riferimento, violando così qualsiasi impegno nei confronti della Città e della Comunità Senese.

Ricordiamo anche che, grazie a gestioni scellerate e vari abusi allo Statuto, in pochi anni la Fondazione ha ridotto di oltre 20 volte il proprio patrimonio e non è più in grado di garantire il rispetto dei fini statutari. Fino a costare, come spese di funzionamento, più di quanto riesca a guadagnare, erodendo pertanto un patrimonio che non appartiene ai gestori “pro tempore” della Fondazione ma alla Comunità Senese.

La nostra richiesta di un Consiglio Comunale straordinario sulla Fondazione MPS, in forma “aperta” alle Associazioni cittadine per avvicinare tutti i Senesi a questo problema, per il quale abbiamo richiesto a tutti i Consiglieri Comunali -di maggioranza e di opposizione- le firme necessarie, va proprio in quest’ottica: dare un indirizzo politico forte e chiaro, condiviso il più possibile, che costringa l’attuale dirigenza della Fondazione MPS ad un drastico cambio di passo o – meglio – ad un vero e proprio “passo indietro” e che non possa prescindere da una seria analisi in merito al preoccupante ridimensionamento economico dell’Ente, e alle attuali condizioni della Città.

Prendiamo atto che, grazie anche alle nostre pressioni, la maggioranza è stata costretta a ritornare sul problema Fondazione Mps, ad oggi ignorato o mistificato, con la stesura di una tiepida proposta di “Atto di indirizzo” che sarà presentato nel prossimo Consiglio Comunale. Pur apprezzando alcuni passaggi, che per altro sembrano ripresi testualmente dalla nostra Mozione già calendarizzata, anche questo documento appare molto debole e del tutto insufficiente a fronte dei disastri perpetrati. Ancora una volta un modo “gattopardesco” di tamponare la questione, evitando di prendere decisioni rigorose e consegnare finalmente la Fondazione MPS alla gestione della Comunità.

Ribadiamo pertanto la nostra richiesta di un completo rifacimento dell’impianto statutario ed organizzativo della Fondazione MPS - conclude la nota del Movimento Siena 5 Stelle -, perché diventi finalmente un vero volano di sviluppo per la Città, e una casa di vetro al servizio esclusivo della nostra Comunità"